Sembra un pò il titolo di un film di fantascienza di serie B. In realtà ho cercato di tradurre in italiano il titolo di questo interessantissimo paper , anteponendone il nome dell’autore che è Sthepen Wolfram.
Wolfram è l’ideatore di quello che per me è il più affascinante software del mondo, Mathematica . Un software che avevo conosciuto in facoltà e che se penso a Microsoft, SAP o Linux mi viene da ridere ( salvo solo apple
. Qualcosa che mi fa credere che prima o poi i computer inizieranno a pensare.
In realtà nel paper di Wolfram, che vi invito a leggere solo quando sarete ben riposati, l’autore fa alcune considerazioni sullo stato della conoscenza umana in genere, cercando di capire se è veramente possibile arrivare in un futuro prossimo ad un “calcolo della conoscenza”. Un qualcosa di simile all’idea di Leibniz che 300 anni fa aveva pensato ad un simile possibilità, pur non avendo gli strumenti.
Non mi voglio addentrare in paludi più grandi di me, però il paper è molto interessante, soprattutto quando sostiene che per ora riusciamo a trattare solo una particolare classi di problemi che chiama “riducibili computazionalmente”.
Wolfram arriva a ipotizzare, venendo da anni di ricerche sui sistemi caotici, che il nostro universo, apparentemente caotico, possa invece essersi costruito ( o forse meglio dire “evoluto” ) a partire da alcune regole molto semplici. Se ho capito bene, il problema è che la conoscenza di queste regole non ci permette di predirre in maniera deterministica l’evolversi del reale per un problema di potenza di calcolo . Anzi, in realtà a noi servirebbe un sistema che simultaneamente, partendo da regole diverse, verifichi quale di questa genera un reale simile al nostro. Una specie di ricerca della ricetta del mondo :).
E’ comunque una lettura che fa pensare ed anche un pò sognare, devo dire. E per una volta metto da parte anche il mio scetticismo, che in fondo pensa che la realtà sia inafferrabile.
Tra l’altro Wolfram sta per lanciare il suo nuovo progetto, Wolfram Alpha, che punto ad essere una prima pietra ( sicuramente molto piccola ) verso questa direzione. Un progetto ambizioso, sicuramente. Forse troppo. Però incredibilmente affascinante.