Comodissimi questi stack da installare senza fatica sia su Windows che Mac… Che bella la vita semplice, non capisco chi dice “se non ci fossero i problemi…”, invecchiando inizio ad apprezzare l’ozio.
Ho provato Wordpress, Doctree, MediaWiki, Moodle, e l’interessantissimo LifeRay, che direi è una sorta di netvibes corporate.
LifeRay usa java, perciò è un pò un elefante, ma ha una grafica molto pulita e il suo utilizzo mi sembra veramente immediato. C’è la possibilità inoltre di fare un targeting dei contenuti verso specifici utenti che possono essere organizzati secondo una struttura ben definita. I portlet disponibili sono una 60ina, inoltre accetta portlet remoti che implementino lo standard WSRP. Da noi sarebbe impensabile usarlo, ma in caso di cassa integrazione meglio avere qualche conoscenza in più. Corro a cercare un “Java EE/Tomcat for Dummies”
Ho sentito ieri la storia del ragazzo di 19 anni che ha fatto fuori a colpi di machete l’albanese che picchiava la madre. Francamente credo che l’albanese abbia avuto quello che si meritava. Stupido, oltre che vigliacco, per non capire che ad un certo punto il ragazzo sarebbe corso in difesa della madre. Se fossi il giudice, più che il ragazzo, metterei in carcere la madre, la quale a questo punto sembra abbia la capacità di rovinare la vita a chi le sta vicino.
Quando fa così, Apple non mi piace proprio. Quando pretende di decidere al posto dei propri clienti che cosa è giusto o cosa è sbagliato. Lo fa già con Bittorrent e ora lo rifà con i “contenuti per adulti” ( i.e.porno ) Sembra che infatti che sull’IPhone non si potranno vendere contenuti per adulti.
Ok, posso capire che il porno “medio” non si combini con lo stile Apple, ma perchè invece non potersi “godere” anche film pieni di erotismo come “Pink Velvet” ? Perchè invece di bannare la categoria, Apple non seleziona per noi contenuti di un erotismo un pò più raffinato e meno becero ? Il porno un pò gory e splatter lo lasciamo ai PC…
Così si potrebbe fare una maglietta con la scritta “God uses a Mac… also for porn”
Come godo, le spocchiose “furie rosse” fuori dalla Confederation Cup. Un esempio di come grinta e determinazione possano compensare la differenza di talento. E poi gli americani mi sono simpatici.
Devo dire che la lettura non mi ha mai appassionato. Mi rendo conto però che leggere è un modo di crescere. Le uniche eccezioni che faccio sono per i libri tecnico-scientifici. Da ragazzo adoravo i libri di fisica e matematica americani, perchè erano molto più concreti dei nostri, spesso troppo accademici. E sul lavoro cerco sempre di trovare il tempo per dare una scorsa ad alcuni libri tecnici. In alcuni casi il libro è poi una risorsa che fa risparmiare molto tempo, evitando di andare sul web a cercare le informazioni.
Eppure sembro essere l’unico tra i miei colleghi, che invece non si degnano mai di ordinare un libro. Io mi dico, lavori su SAP, comprati un libro. Amministri un sistema Unix, comprati la bibbia Unix, ..etc.. etc.. Farai risparmiare tempo all’azienda e crescerai più velocemente. Francamente non capisco se è una questione di pigrizia o di presunzione. In quest’ultimo caso vorrei direi ai miei colleghi, che è molto probabile che la loro ( e anche la mia ) intelligenza non sia particolarmente superiore alla media, pertanto un aiuto di gente più in gamba di noi non fa mai male.
Con un pò di dieta ed il Wii Fit ( solo 15 minuti al giorno ) per ora ho perso un paio di chili in due settimane. Mi sono prefisso di perdere una decina di chili, quindi per ora sono a 1/5 del cammino. Per ora ho ancora un pò di entusiasmo, spero che duri. Ho un obiettivo chiaro e questo aiuta. Voglio dire, la felicità non la puoi misurare quindi in un certo senso è irraggiungibile, mentre il peso sì.
Il Wii fit è molto simpatico, e pesandosi ogni giorno si vede che c’è una diminuzione lenta ma inesorabile. Anche questo aiuta, sapere quanto manca. Ho notato che anche il piano ne beneficia, nel senso che le braccia e le mani sono più allenate. Le prime sonate di Beethoven richiedono infatti un certo vigore e sento la differenza dopo quel modesto quarto d’ora.
Insomma non posso che consigliare il Wii Fit a tutti gli impiegati massacrati dalla sedentarietà, oltre che dall’alienazione del proprio lavoro. Buttate via i vostri palmari, compratevi una Wii Fit e fatevi una bella sudata, sono soldi spesi bene.
non voterei gli amici ruspanti della lega, ma probabilmente il Berlusca. Perchè sono stufo di “Repubblica” ( ormai inserto di “Novella 2000″, peraltro meno di parte e più serio ), di quel cretino di Franceschini, della puzza sotto al naso di D’Alema, e dei loro patetici tentativi di far cadere il Cavaliere.
Invece di criticare nel merito l’operato del governo, schierandosi magari anche a sinistra ( altrimenti che alternativa sono ? ), si attaccano a queste stronzate. In fondo, non sanno altro che dire “Piove, Berlusconi ladro e puttaniere”. Sicuramente il Berlusca qualche porcata l’avrà fatta, ma mille volte meglio la megalomania del Berlusca della mediocrità di questi poveri meschini.
Ecco un’altra interpretazione molto bella di uno dei miei preferiti studi chopiniani, l’ultimo ( nr. 12 ) dell’opera 25. Scopro ora che viene anche chiamato “The Ocean”. Non amo molto i soprannomi dei pezzi musicali, che in genere non vengono affibiati dal compositore, infatti tendono un pò a banalizzare il linguaggio musicale. Certo però che questo è un pezzo veramente “grande”, e cosa c’è più grande dell’oceano ?
Come quasi tutti gli studi, il pezzo parte senza nessun preambolo o introduzione. E’ un qualcosa di indiscutibile e inesorabile. Il “canto” è lasciato alla parte bassa del piano, ma il pezzo è impensabile senza quei fantastici arpeggi che chissà dove potrebbero arrivare se il piano non avesse 88 tasti. Bellissime ( direi quasi molto umane ) poi per me quelle notine discendenti che precedono il ritorno al tema. Dopo avere ripreso il tema in una tonalità “maggiore” ( 0:26 ) in un’esplosione di energia positiva, più avanti ( 0:51 ) Chopin crea invece un clima di attesa incalzante. Questa attesa potrebbe sfociare in diversi modi. ma Chopin decide di riportarci al tema iniziale ( 1:19 ), come se fosse stata un’ illusione di breve durata. Ma più avanti ancora una esplosione in tonalità maggiore ( 1:58 ) e poi un finale che direi quasi “neutro” ( il pezzo termina infatti sul terzo grado ).
Questa mia “analisi musicale” un pò sempliciotta comunque non riesce a esprimere quello che sento ogni volta ascoltando questo pezzo. Credo di averlo già scritto, e cioè che dubito di tutto, ma non del fatto che la musica di Chopin rappresenti un bene di estimabile valore. Più divino di qualsiasi religione, più morale di qualsiasi precetto. Mi fermo qui, per non cadere in un tuttologismo della domenica. Ma prima di andare a letto me lo risento per un’ultima ( forse ) volta.